| Workshop di reportage fotografico nei Saharawi |
|
|
|
|
di Giulio di Meo Fotografia sociale. In un certo senso è strano rafforzare con il termine “sociale” uno strumento che in ogni caso racconta il mondo ai suoi abitanti. La fotografia è necessariamente sociale, anche se di strade per raccontare quello che succede intorno a noi ce ne sono diverse e purtroppo oggi se ne sceglie quasi sempre una banale, piena di clichè e di immagini che non ci fanno più stringere il cuore. Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa stessa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che io amo definire la mia fotografia, ed è solo questa che cerco di insegnare durante i miei workshop. Vorrei semplicemente fornire uno strumento attraverso il quale ridare sollievo ai volti delle persone che incontro: si tratta di catturare in degli istanti sentimenti di lotta, rabbia, indignazione ma anche d’amore, passione, speranza…..Fotografare con uno spirito impregnato di intensa umanità è a mio avviso il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.
Programma
Il
corso prevede la permanenza nei campi profughi della Wilaya di El
Ayoun. Gli studenti saranno ospiti presso le famiglie saharawi, in
modo da conoscere da vicino le condizioni e le tradizioni di questo
popolo. Il primo giorno, dopo la sistemazione e le presentazioni, verranno
visionati i portfoli dei vari studenti e successivamente illustrate le
tecniche e i consigli utili per introdurci nel mondo della fotografia
sociale. Ogni giorno si andrà in giro per i campi profughi, tuffandosi in
pieno deserto, nella quotidianità di questo splendido popolo; entreremo
nelle loro tende, ascolteremo le loro storie, assaporeremo l’aroma dei
loro buonissimi thè pronti ad imprimere su sali sensibili le nostre/loro
emozioni. Dedicheremo poi le serate all’editing del
lavoro svolto, discutendo e confrontando le varie fotografie. Da qui
selezioneremo insieme le immagini che diventeranno alla fine il frutto del
nostro viaggio. Ogni studente, comunque, alla fine del corso dovrà
raccontare con un gruppo d'immagini la sua personale esperienza. Sarà
inoltre realizzata una presentazione video con i migliori scatti dei
partecipanti. Al rientro in Italia, i migliori scatti saranno utilizzati
per comporre una mostra fotografica che sarà promossa all'interno del
circuito Arci.
Periodo:
4-11 Aprile 2009
I Saharawi Sarà a tutti gli effetti un viaggio attraverso il quale cercheremo di conoscere e raccontare la difficile realtà in cui sono costretti i Saharawi. L’odissea di questo popolo inizia nel 1975, quando il Marocco, nonostante il parere contrario delle Nazioni Unite e della Corte Internazionale di Giustizia, invade il Sahara Occidentale ex spagnolo. I primi campi profughi, ancora in territorio Sahariano, vengono bombardati con napalm e fosforo bianco, nell’indifferenza quasi totale dei governi e dell’opinione pubblica internazionale, come da miglior tradizione dei conflitti africani. Questo spinge la popolazione saharawi a chiedere ospitalità all’Algeria, e solo sotto la sua ala protettrice comincia a riorganizzarsi. Vengono costruiti i campi profughi dove tuttora vivono più di 300000 persone nonostante le terribili condizioni ambientali. I prodotti che i Saharawi ne ricavano sono appena sufficienti ad integrare l'alimentazione dei bambini e degli anziani, ma la sopravvivenza di questo popolo è strettamente legata all'invio di aiuti umanitari da parte delle nazioni europee. Le scuole e gli ospedali costruiti in pieno deserto Algerino testimoniano la determinazione e la voglia di vivere dei saharawi ed allo stesso tempo garantiscono un livello di istruzione che stupisce se si considerano le enormi difficoltà logistiche ed economiche con cui questo popolo deve quotidianamente misurarsi.
Progetto “Deserto
Rosa”
Una parte della quota
sarà utilizzata per la realizzazione del progetto “Deserto Rosa”, che
prevede la creazione di un laboratorio di fotografia digitale che
sarà donato alla Scuola Olof Palme della Wilaya di El Ayoun. Il
fotografo Giulio Di Meo terrà inoltre, un Corso di fotografia
digitale per le donne e le ragazze saharawi. Le attrezzature
indispensabili per la realizzazione del laboratorio di fotografia digitale
sono: un computer portatile, 2 macchine fotografiche digitali, una
stampante a sublimazione, carta e ricambi di cartucce.
|










