| Gli Esclusi - rassegna teatrale |
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Mutamenti e ArciCaserta OFFICINAEVENTI 24.25.26 aprile 2009 ore 21.00 GLI ESCLUSI Una rassegna che nasce per accogliere i progetti selezionati ma non vincitori del Premio Scenario ETI 2009. Gli Esclusi si occupa della non - formalizzazione della ricerca. Uno stimolo rivolto a chi cerca un linguaggio e non a chi è convinto di averlo trovato.
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24 aprile 09 ore 21.00 collettivoaccateatro (Pagani – SA) ARREVUOTATE NOTE DI REGIA "...materia vivente da far accadere in scena..." così il Living Theatre definiva Paradise Now, una rappresentazione semi-improvvisata in cui gli attori si esibivano nella declamazione di numerosi tabù sociali. Alla fine degli anni '60, lo spettacolo che stava scandalizzando gli Stati Uniti giunse in tournè in Europa e nel 1968 in Italia. Nel nostro dialetto "arrevuotate" letteralmente si tradurrebbe in "rivoltati" "ribellati" ...ma questo sarebbe tema da cultura alta. Per la cultura popolare "arrevuotate" è qualcosa di più e di altro: esprime a pieno l’idea del NON FARCELA PIU’. S’arrevotane ‘e stentine… per esempio o s’arrevote ‘o munno… Espressioni intraducibili in senso letterario, ma non in quello figurativo. Il degrado ambientale costituisce la "materia informe" dalla quale siamo partiti: materia da esplorare sulla scena, da scomporre e riplasmare, da indagare, da mettere in crisi e in azione… attraverso una recitazione non-fictional, privilegiando la forma non-verbale, frutto della creazione collettiva, rituale, che cerca sopratutto l'espressionismo corporeo corale ispirato appunto alla lezione del Living. 25 aprile 09 ore 21.00 Idroscalo 93 (Vico Equense – NA) LISTA D’ATTESA NOTE DI REGIA In una autostazione sperduta di una qualche palude di un luogo non definito, un gruppo di persone attende la corriera per la capitale. In un’attesa, fatta inizialmente di preoccupazione, di ansia e infine di angoscia, i personaggi si presentano al pubblico con le loro vite fino al momento in cui sono giunti lì. E intanto la corriera, che sembra non arrivare mai, non appare più come una preoccupazione. Improvvisamente il gruppo inizia a cercare una via d’uscita al senso di costrizione che li tiene bloccati in quel luogo, ad immaginare prima, e a costruire poi, un mondo ideale dove tutto l’irrealizzabile si realizza; le storie d’amore si intersecano con grandi storie d’amicizie: il futuro, insomma, appare come una grande promessa di benessere. Il racconto teatrale è un’allegoria della vita. In un mondo che è palude, che è attesa, l’utopia del “collettivo” è un’esigenza dell’umanità, dell’essere sociale. Il lavoro vuole sottolineare il desiderio individualedi libertà che viene realizzato solo nell’importanza della socialità, dove è preminente vivere l’essenza delle cose. Questo mondo viene “tranciato”, viene mutilato, soprattutto quando si è giovani, quando l’utopia dovrebbe essere parte del soma e invece è già crudele verità dell’impossibile realizzazione. L’attesa è vista come un momento di affresco di singole vite, con dolori, gioie, attese stesse che si dipanano in micronarrazioni. La performance ha un respiro ampio, c’è una disillusa attesa del “migliore dei mondi possibili”, c’è una scarna descrizione di “anime erranti” con le loro storie semplici, a volte banali come il quotidiano, subìto e mai viussuto, e dal quale i personaggi tentano di liberarsi con la ricerca di un sogno da realizzare in comune. Una koinè utopica dove la “corrispondenza d’amorosi sensi” è il centro vitale della rinnovata esistenza. Ma, inesorabilmente ciò che è utopia è impalpabile, evanescente. Come i sogni. 26 aprile 09 ore 21.00 Laboratorio 7 (NA) IL PEGGIO DI FACCIA FINCHE’ RIDERE FACCIA NOTE DI REGIA “Disordine, sonnambulismo, ipertensione, prostrazione, gaiezza gratuita, temeraria e selvaggia, cinismo infantile, fascino involontario e travolgente” [cit. “Jean Cocteau o le cifre del destino”, prefazione a “I ragazzi terribili” di Jean Cocteau] Assai più che caratteri – “Lui” e “Lei”, sorta di enfants terribles, sono i temibili zimbelli di un gioco senza orgoglio e senza scopo. “Il peggio di faccia finché ridere faccia” è quindi un gioco tra ragazzi, che a turno dettano le proprie regole. In questo disordine fanciullesco si innesca un meccanismo di relazioni per cui la distruzione dell’Altro assume forme tanto diverse quanto definite. Poco importa se la loro innocenza criminale susciti il riso; si ride non per deridere, si ride dell’infelicità in quanto beffa più clamorosa di cui è vittima l’umanità. E’ GRADITA LA PRENOTAZIONE. Per informazioni e prenotazioni TEL. 0823.363066 (lasciare anche un messaggio in segreteria) Biglietto unico spettacolo € 7, 00 Formula Abbonamento GLI ESCLUSI tre spettacoli € 15, 00 OFFICINA T E A T R O viale degli Antichi Platani 28, San Leucio – CE |











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