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Educazione sessuale delle donne musulmane PDF Stampa E-mail

thumb_donne_immigrate.jpgUn corso di Educazione Sessuale frequentato da donne italiane ed immigrate, principalemte musulmane, tra i 20 ed i 40 anni è quanto ha avuto luogo nei mesi di dicembre e gennaio a San Marcellino, piccolo comune dell’hinterland aversano, grazie ad alcune associazioni attive localmente nel settore dell’immigrazione che hanno ricevuto il sotegno del Comune, della parrocchia e della locale moschea. Tra gli obiettivi del  corso, oltre  alla prevenzione della diffusione delle malattie più comuni tra le donne ed i bambini, anche la creazione di uno spazio di incontro aperto alle donne di diversa provenienza residenti a San Marcellino che spesso vivono in una realtá di segregazione domestica e scarsa partecipazione alla vita locale.

L’iniziativa è nata da un’idea del dottor Renato Natale dell’associazione Jerry Essan Masslo di Casal di Principe attiva da lungo tempo nel settore dell’assistenza medica per i migranti in provincia di Caserta ed in particolare lungo il Litorale Domitio; e da  Nasser Hidouri, imam della moschea, mediatore culturale per Arci Caserta e presidente dell’Associazione Socio-Culturale Islamica in Italia di S. Marcellino, che riunisce persone di diversa provenienza e credo religioso che si impegnano a favore  della numerosa comunitá nordafricana di presente nell’agro aversano. Ha collaborato inoltre la scuola elementrare di San Marcellino che ha ospitato i corsi nell’ambito delle iniziative del progetto “Scuole Aperte” promosso dalla Regione Campania. La struttura del corso ha previsto momenti di informazione e formazione sui fattori di rischio delle malattie a carico dell’apparato genitale femminile, sulla conoscenza delle buone pratiche di cura della propria persona (visite mediche ed esami clinici periodici) e dei figli (adesione alle vaccinazioni neo-natali, visite pediatriche) e sui temi legati alla genitorialità. Accanto alla formazione ha rivestito un ruolo centrale l’attivazione di una Tavola Rotonda centrata su temi proposti e scelti dalle partecipanti al corso. I gruppi sono stati coordinati da formatori che hanno svolto il doppio ruolo di docenti con funzione informativa e mediatori che hanno facilitato l’espressione dei contenuti in maniera circolare. L’analisi collettiva delle “credenze” diffuse nella cultura orale sia italiana che araba ha contribuito allo sfaldamento del pregiudizio ed al rafforzamento, in termini positivi, dell’identità personale delle partecipanti al corso. “Dopo il corso“ racconta Nasser Hidouri “ le donne musulmane che vi hanno preso parte mi hanno raccontato per la prima volta di aver sentito il desiderio di camminare a testa alta per il paese e di provare il piacere di conversare con le concittadine italiane, mi hanno quindi chiesto la disponibilitá di spazi presso l’associazione e sostegno organizzativo per attivare altre attivitá sociali nei prossimi mesi”.