| Caserta: campagna antirazzista 2008 |
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Per una nuova stagione di diritti e dignità dei migranti e rifugiati in Italia.
No al razzismo, no alla camorra A seguito della dura manifestazione di rabbia lungo la domitiana da parte di parenti ed amici dei sei immigrati africani trucidati a Castel Volturno, il Sindaco, da attento gestore delle risorse pubbliche, si è preoccupato di assicurare alla popolazione che il rimpatrio delle salme delle vittime non sarà a spese della collettività poiché “non si esclude che alcuni di loro abbiano precedenti penali”. Contemporaneamente la testata giornalistica on-line Caserta Sette sfoggiava invidiabili conoscenze geografiche definendo Castel Volturno la Soweto Casertana e titolando patriotticamente: “Ora ci chiamano anche italiani bastardi: immigrati fuori di testa”. In relazione alla stessa manifestazione il Questore un solo giorno dopo conferma “già identificati i vandali, pronte le espulsioni” ed è una rapidità davvero encomiabile per l’ente da lui guidato che negli ultimi tempi prende appuntamenti a due mesi per i permessi di soggiorno da rilasciare con procedura urgente. Un po’ tutti si preoccupano di chiarire che a Castel Volturno non c’è razzismo ma solo un po’ di attriti dovuti alla presenza di immigrati fuori dalla norma, alcuni dei quali dediti ad attività illecite. Nei giorni successivi si fa finalmente strada l’ipotesi, sostenuta anche da Roberto Saviano, che gli omicidi siano legati ad una nuova strategia della camorra che vorrebbe i “neri” fuori da Castel Volturno per restituire valore commerciale ad un’area che attende milioni di euro di fondi pubblici per la riqualificazione. E prende corpo la rabbia perché come le comunità immigrate e chi gli è da tempo accanto sostengono fin dall’inizio coloro che sono stati assassinati sono probabilmente un segnale per tanti altri. Vittime di un gruppo di fuoco ma anche di un sistema che li tiene ai margini. Per questa ragione le forze sociali, tra cui l’Arci, hanno deciso di dare un segnale contrario al razzismo dilagante, alle cacciate degli immigrati, allo strapotere della camorra. In questi giorni abbiamo dato vita a diverse iniziative pubbliche a Castel Volturno e nella città capoluogo con l’intento di portare i cittadini italiani a stare al fianco dei cittadini stranieri; il circolo Arci-Nero e non solo! ha chiesto una riunione straordinaria della Consulta Provinciale per discutere della situazione. È ancora troppo presto per archiviare la strage. È presto perché le salme sono ancora nell’obitorio dell’ospedale di Caserta e non è ben chiaro quando e dove avranno luogo le cerimonie funebri. È presto perché uno solo del commando dei Casalesi, autori della strage, è stato arrestato. È presto anche se si è quasi esaurita la teoria di giornalisti che arrivano, vogliono vedere, capire e giudicare in poche ore e in qualche battuta questo territorio e le sue contraddizioni senza valutare il peso e le conseguenze delle parole e delle immagini. Bisogna tenere accesi i riflettori e riuscire a creare un nuovo sentire comune basato sui diritti e la solidarietà. Ci proveremo ancora con tre giorni di manifestazione il 4, 5 e 6 ottobre con un grande corteo ed un concerto. Noi dell’Arci ci saremo con lo striscione: “no al razzismo, no alla camorra”. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Manifesto
Dicono che l’afflusso di clandestini è
un’emergenza nazionale. Noi diciamo che il governo ha invocato lo stato
di eccezione senza giustificata ragione per nascondere l’incapacità di
rispondere alle difficoltà economiche e sociali di milioni di famiglie.
Dicono
che c’è un problema di sicurezza. I lavoratori ne sanno qualcosa di
insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come
in questo momento il reddito è incerto, la casa è un privilegio, il
posto di lavoro insicuro, i diritti conquistati sono messi in dubbio.
Dicono
che i clandestini sono il problema. Noi diciamo che le condizioni di
lavoro diventano sempre più dure e che far dipendere il permesso di
soggiorno dal contratto di lavoro è un ricatto. Tutti i lavoratori oggi
sono trattati come clandestini, visto il silenzio che circonda la loro
condizione di precarietà. Per questo vogliamo costruire un patto di
solidarietà per rilanciare i diritti di tutti/e e perché la vera
emergenza è quella democratica.
Dicono
che gli immigrati e persino i rifugiati, entrando in Italia senza alcun
documento, hanno commesso un reato e che chi è senza un permesso di
soggiorno deve essere considerato come un criminale. Quale sarebbe il
corpo del reato di chi rischia la vita per entrare in Italia? Che ne
sarà di tutti gli immigrati che lavorano e vivono in Italia ma che a
causa di un sistema legislativo ipocrita non possono regolarizzare la
loro posizione?
Noi sappiamo che gli aspetti perversi e repressivi della normativa in vigore inaspriti dal pacchetto sicurezza faciliteranno l’economia sommersa e renderanno più difficile a chi è già regolare mantenere i diritti acquisiti. Noi diciamo che è un dovere proteggere i richiedenti asilo che fuggono da conflitti e persecuzioni. Noi sappiamo che nessuno potrà fermare uomini, donne e bambini in fuga e che senza attivare canali di ingresso regolari, l’introduzione di un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, senza dare la possibilità al datore di lavoro di regolarizzare il suo lavoratore (dalle colf e badanti a tutti i lavoratori subordinati e autonomi), i lavoratori immigrati saranno sempre più invisibili pur continuando a far arrivare sulle nostre tavole frutta e verdura, ad accudire i nostri cari, a costruire palazzi e infrastrutture, a fare le pulizie, a lavorare nei pubblici esercizi. Dunque negare il permesso di soggiorno ai lavoratori immigrati è un proibizionismo che aiuta a sfruttare uomini e donne, aumentando la precarietà di tutti. Noi diciamo che è criminale chi vuole l’irregolarità per poter sfruttare meglio la manodopera immigrata e per abbassare i salari degli italiani.. Noi diciamo che è ipocrita chi da un lato etichetta un immigrato come criminale e dall’altro fa campagna acquisti per reperire braccia a buon mercato.
Dicono
che la famiglia è un valore sacrosanto ma il Governo vuole limitare
fortemente il ricongiungimento familiare rendendo donne, bambini e
uomini più soli.
Dicono che le nostre città sono in grave pericolo e che il pericolo proverrebbe dagli immigrati.
Ma non sentiamo la stessa tensione per combattere i poteri criminali, i crimini ambientali, il disagio e la povertà …non sentiamo la stessa tensione per combattere queste ingiustizie. Noi non vogliamo guardare solo le braccia degli uomini che producono, ci piace provare a guardare gli altri negli occhi per provare a costruire città vivibili, pulite, accoglienti, dove i legami sociali e le relazioni solidali rendano le persone più sicure. C’è una bruttissima aria in giro. Non permettiamo a nessuno di speculare sulle nostre paure. Nessuna carica politica dovrebbe mai giustificare la violenza come risposta alla paura perché questa risposta genera una regressione culturale, sociale e civile che prima o poi coinvolge tutti i cittadini. Ci mobiliteremo Contro tutti i razzismi e TUTTE LE CAMORRE ed il pacchetto sicurezza per: Una regolarizzazione dei migranti che loro malgrado sono ancora irregolari e che di fatto da anni vivono e lavorano in Italia senza alcun riconoscimento. Basta stragi nei mari: è ora di prevedere canali di ingresso regolari (senza la farsa del decreto flussi) e permessi di soggiorno per ricerca di lavoro;
Il
ritiro del “pacchetto sicurezza”(reato di ingresso illegale, 18 mesi di
permanenza nei centri di Identificazione ed Espulsione, limitazioni al
ricongiungimento familiare, esame del DNA per accertare la parentela,
gravissime restrizioni sul diritto di asilo etc);
Garantire
il diritto di asilo e di accoglienza. Per l’applicazione delle
innovazioni introdotte dal decreto procedure e qualifiche in
recepimento delle direttive europee;
Per
la chiusura dei C.P.T! E’ scandaloso sperperare danaro pubblico per
militarizzare mari, coste e città al fine di detenere persone che non
hanno commesso alcun reato!
Le tasse dei
cittadini devono essere investite per costruire città accoglienti e
politiche di integrazione unico mezzo per avere città sicure!
L’introduzione del diritto di voto;
Il rafforzamento dei ricongiungimenti familiari e la possibilità che i bambini nati in Italia ottengano la cittadinanza.
Per questo il movimento dei migranti, dei rifugiati e degli antirazzisti intende riprendere con forza la parola attraverso una serie di campagne e percorsi di riappropriazione dei diritti di cittadinanza, affinché i nostri bisogni concreti siano posti al centro dell’attività legislativa. Lanciamo un patto per costruire legami di solidarietà, perché i diritti sono l’unico strumento per combattere l’insicurezza. Comitato promotore della Campagna antirazzista:
Movimento
dei migranti e dei rifugiati di Caserta – C.S.A.“Ex-Canapificio” –
Ta.Co.Ci.Su. Casa Rut – Caritas Diocesana di Caserta -Padri
Sacramentini - Tenda di Abramo – Ass.ne culturale Movimentazione –Nero
e Non solo !-CIDIS onlus -ARCI - Opera Nomadi (Ce) L’ORCHESTRA di
PIAZZA VITTORIO – DACIA MARAINI - MASSIMO RANIERI – PIETRO CONDORELLI –
GIOBBE COVATTA- Padre Alex Zanotelli-Fausto Pellegrini (giornalista Rai
news 24)- Legambiente Ce–Laboratorio Sociale Millepiani –Centro Sociale
Spartaco (S.M.C.V) -CGIL immigrazione Campania- CGIL Camera del Lavoro
di Ce - Amani Caserta –- Coordinamento Campano Anticamorra
"G.Franciosi"-Ass.ne ZERNO- S.D.L. -Sinistra Critica Campania–ACLI
prov.le di Ce-Ass.ne Ingrid Noguera per il comm.cio equo e solidale-
Centro Italiano Democratico Insegnanti- Ass.ne Melagrana onlus- Scuola
di Pace Don Peppe Diana (Casal di Principe) - Azione Cattolica Ce –
Ass.ne “La Zattera”- Don Vitaliano Della Sala - Missionari Comboniani
di Castel Volturno - Ass.re Adriana D’Amico– Radio Vostock – Movimento
Disoccupati Cobas di Cava dei Tirreni (SA) –La. SKA (Na)- Collettivo No
Border (Na)-Ass.re Enrico Milani – Assemblea Nazionale delle RETI
ANTIRAZZISTE – RDB CUB Immigrazione – ATTAC (Na) – Collettivo
Femminista “Degeneri”- Collettivo Queer Tiresi@ - Don Giorgio Quici -
Don Antonello Giannotti – Don Michele Cicchella – Don Oreste Farina –
Don Stefano Giaquinto.
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